Così la padrona sottomette i suoi schiavi

Sottomissione dello schiavo
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Un viaggio tra dominatrici, sottomessi e sesso al telefono

Ormai è un dato di fatto: nel sesso gli uomini amano essere dominati e provano piacere nel fare la parte degli schiavi, sottomessi senza lamentarsi mai. Basta toccare i tasti giusti per svelare le loro più spinte perversioni, che sono proprio lì in attesa di manifestarsi. Tutti le hanno, compresi i maschi dall’aspetto più virile o calcolatore sia nella routine quotidiana che al lavoro.

Covano fantasie dove la protagonista è una donna dominatrice, diabolica e forte, soprattutto quando sono insoddisfatti del rapporto di coppia: vanno a letto con la compagna sognando di essere altrove, con tutt’altro genere di persona. Il sesso erotico telefonico fatto contattando il numero erotico delle padrone, rappresenta una linea diretta privilegiata con la dominatrice, pronta a sottomettere l’uomo nei modi più spinti: poche parole basteranno a far raggiungere un’eccitazione che diventerà un appuntamento fisso.

E’ la ‘mistress’ che controlla tutto e non esita a impartire punizioni esemplari al suo ‘slave’: dispone del suo corpo, lo umilia per il piacere di farlo e gli infligge dolore fisico. Lo schiavo gode, divenendo passivo nel rapporto e scegliendo di esaudire ogni ordine: si trasforma nell’oggetto del piacere della donna dominatrice, che lo guida tra giochi proibiti, perversioni e penetrazioni con lo strapon, giochi con le candele e torture.

Face sitting e foot job: ecco le tecniche più amate

L’adorazione delle parti intime di una mistress è una pratica che viene chiamata face sitting. La dominatrice si siede sulla faccia dello schiavo sottomesso: il contatto tra la bocca e la zona genitale assicura vette di piacere assolute. Mistress e schiavo danno e ricevono sesso orale: si tratta di una variante della pratica del ‘69’. E’ un’umiliazione in piena regola, che si basa anche e soprattutto sul gioco di odori e umori caratterizzanti i genitali. Il face sitting è in questo caso noto anche come queening (si chiama kinging nel caso il dominatore sia un master).

Si dice che questa pratica sessuale fosse già sperimentata e molto conosciuta nell’antica Persia: è arrivata fino ai giorni nostri, per diffondersi sempre di più grazie a un successo culturale, quello di una sessualità più libera. Come si pratica? Si possono provare diverse posizioni, agendo sul tipo di pressione: è possibile inginocchiarsi sul volto dell’uomo tenendosi saldamente al letto, oppure rimanere con un piede poggiato a terra inginocchiandosi per metà. Si avrà in questo modo un punto di vista diverso, di assoluta dominazione, sul partner.

Un’altra tecnica tipica del rapporto tra la mistress e il suo schiavo è il foot job, ovvero la masturbazione con i piedi che fa parte di quelle tecniche legate al mondo del feticismo. Servono olio lubrificante, una pelle liscia e senza imperfezioni oltre a unghie curate. Una volta che i piedi saranno usciti dal decolleté con il tacco a spillo della mistress, magari dopo una passeggiata sul corpo dello schiavo in estasi, il massaggio sensuale risulterà molto gradito. I contorsionismi sono alla base dell’eccitazione.

L’addestramento di un cagnolino speciale

La femmina dominatrice sa bene come scardinare l’autocontrollo del maschio, facendo leva su istinti primordiali e sul senso del dominio applicato alla coppia. Ogni donna può diventare una mistress, basta volerlo: l’uomo indomabile non esiste, presto o tardi cadrà ai piedi della sua padrona. Sarà lei – e soltanto lei – a decidere se, come e quando farlo rialzare. Non esiste una richiesta della donna dominatrice che non possa essere accolta, a meno di non voler essere puniti a dovere.

Basta pensare all’addestramento di un cagnolino molto speciale: in questo gioco lo schiavo si presta a svolgere compiti come camminare a quattro zampe, con tanto di collare e medaglietta. Prende e porta alla sua signora il giornale oppure le ciabatte da casa. Può abbaiare e perfino scodinzolare, con un plug anale in morbido pelo: insomma, un vero pet domestico, pronto a obbedire a qualsiasi ordine. Un errore viene severamente punito, ricorrendo a frustini di cuoio oppure al tacco dei décolleté.

E’ un gioco di empatia intenso ed eccitante: occorre immedesimarsi nella parte e non perdere mai del tutto il controllo (basta la safeword per interrompere una situazione che mette a disagio), nel rispetto di regole decise in anticipo. Esistono scuole di pensiero a tema BDSM che ritengono come in realtà a condurre il gioco potrebbe certe volte essere lo schiavo, che spesso indica fino a che punto è disposto a spingersi e dunque stabilisce limiti e regole.

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